[Blabbing] Dell’affaire Neve Cosmetics, del caso Mulac e della gestione delle “collaborazioni” – parte 2

Nella prima parte di questo post ho raccontato la mia su un po’ di faccende da social che ho avvistato negli ultimi mesi e su come esse mi abbiano portato a cessare in un caso di essere cliente (e
blogger) per un marchio e a non considerare di spendere per i prodotti di un altro.
Però sapete come si dice?
Da cosa nasce cosa… nello specifico altre riflessioni, perché se c’è una cosa di cui mi sono convinta in tanti anni di blogging (ho iniziato nel 2002) è che scrivere su un blog è qualcosa che si impara col tempo, sia che si parli di cavoli propri, sia che si affrontino tematiche specifiche come avviene su un beauty blog a caso tipo questo.

dumbledore03 Quando ho cominciato a scrivere di trucco di cominciare a farlo più seriamente non mi passava neanche per l’anticamera del cervello, ve l’avevo già accennato.
Per seriamente intendo spesso, preoccupandomi di svariati fattori (dalle foto alla luce a tutte le robe che ho imparato sperimentando col make up), considerando che ci sarebbero state persone che potevano persino avere piacere a leggermi che non erano quelle amiche per cui avevo cominciato a postare pastrocchi random e molto dubbi.
Per certi aspetti è stata quasi una sorpresa, gradita per carità ma sempre sorpresa.

Meno ancora mi aspettavo o avevo considerato che ci sarebbe stata un’epoca in cui il blog mi avrebbe vista a interfacciarmi con case cosmetiche in maniera diretta… la gestione delle collaborazioni del titolo, insomma.
Che poi a me il termine collaborazione risulti sempre alquanto surreale (per tanti motivi, non ultimo il fatto che spesso una casa cosmetica manda il materiale e finisce lì, l’interazione coi pr è più rara di quanto non si pensi, almeno nella mia esperienza) è un altro discorso, nella mia testa le collaborazioni sono più roba tipo il 5 shades of, ossia dove menti diverse decidono un percorso comune e lo portano avanti perseguendo lo stesso obiettivo.
Se ricevo qualcosa a seguito di un tot di email ma poi non ho interazione altra… che collaborazione è?
(Tra l’altro doverosa parentesi: io non sono il tipo che smolla l’indirizzo di casa appena glielo chiedono, ergo un minimo di righe tra me e chi mi contatta intercorre sempre, a meno che io non rifiuti subito una proposta. Al rifiuto, mediamente, segue il silenzio, un po’ come quando vai a fare un colloquio e non ti prendono: è costume di questo paese il farla morire lì, e sì che ci sarebbe anche molto da dire, a volte. Anche solo un grazie o, nel caso di un colloquio, un “no, grazie perché…”. Sto divagando, ma non troppo.

Certo è che se una ditta spedisce alle blogger non è per l’interesse di queste ultime – che in rarissimi casi, specie in Italia, ha un riscontro che va oltre l’eventuale soddisfazione personale – ma per il proprio, come veniva spiegato qualche mese fa da Nabla a chi si stupida della cosa. Ergo tante polemiche lasciano veramente il tempo che trovano.)

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Il non aver mai considerato la possibilità di venir contattata da qualche marchio, neanche a dirlo, ha generato conseguenze inattese e surreali, che sono andate dall’essere taggata in qualunque foto della pr del marchio che avevo inavvertitamente accettato tra gli amici del profilo privato (il brand aveva una pagina, ma evidentemente confondeva le due cose…) al ricevere prodotti paraffinosi per la base che una lettura del mio blog avrebbe evitato facilmente…
Ero totalmente inesperta e pensavo, bontà mia, che tutti i pr dei brand studiassero un minimo le persone alle quali volevano destinare i prodotti da valutare. Non è esattamente così.
Quella fu la vicenda che mi portò alla stesura del disclaimer del blog, dove ci sono le info di base sul come concepisco la mia attività qui.

dumbledore02 Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti.

Mentre prendevo le mie “contromisure” (chiedere sempre gli inci se non esplicitati sul sito ufficiale e chiarire da subito le tempistiche di pubblicazione, onde poter capire se sono la persona adatta per ciò che mi viene proposto) imparavo che avere a che fare coi pr è, sostanzialmente, interfacciarsi con persone.
E le persone sono tutte diverse anche nel modo di porsi, tanto che ogni volta mi chiedo quale Gelatina tutti gusti + 1 mi capiterà, sperando di non beccare cerume o peggio (povero Dumbledore!
E speriamo mai povera me, ecco ._.).

A tal proposito, non è mai rientrato tra i miei costumi il cercare di procacciarmi in autonomia i prodotti gratuiti. Giusto di recente, mentre portavo all’attenzione del mio pubblico un fastidioso caso di azienda che fa autopromozione spammando in ogni dove (e che ha provato a farmi passare per rosicona con accuse che non si è premurata di provare in alcun modo, evitando poi anche di scusarsi per le illazioni fondate nei miei riguardi), ho ricevuto un commento piuttosto interessante che si collega al discorso prodotti ricevuti:

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Mi riferisco (sperando abbiate letto la vicenda) all’ultimissimo commento, in cui si adduce l’idea che, per non essere tacciati di accattonaggio molesto, i blogger dovrebbero evitare ogni coinvolgimento con le aziende onde testare in autonomia i prodotti e sentirsi liberi di esprimersi al 100% delle proprie possibilità.
Ho risposto su facebook, ma credo che il tutto meriti qualche parola, in primo luogo perché non vedo correlazione tra l’accusa che mi è stata mossa (e che ricordo non essere stata provata in alcun modo) e i prodotti ricevuti.
In secondo luogo, perché a volte alle persone che “dubitano” di blogger e vlogger sfugge una (triste?) verità: ogni volta che parliamo di un prodotto, di qualsiasi prodotto (ergo anche non beauty!) facciamo pubblicità.

Che si tratti di un prodotto ricevuto in regalo o di un acquisto, resta pubblicità, punto.
Si può discutere a lungo delle influenze che può portare un regalo rispetto all’acquisto compiuto in prima persona, ma la sostanza non cambia: se scrivo una recensione (ma in realtà anche se pubblico una foto o cito in qualunque modo un prodotto) sto sempre portandolo all’attenzione di persone che possono non conoscerlo. O possono conoscerlo, ricordarsi che esiste e investire una cifra per averlo.
Tralasciare tale aspetto della vicenda vuol dire trincerarsi dietro l’idea illusoria che basti aprire il portafogli per avere la sincerità. Bastasse quello, sarebbe molto comodo dal punto di vista del consumatore, ma allora non si spiegherebbero quei blogger che preferiscono parlare solo di prodotti che sono loro piaciuti (ci sono, ci sono!) o che salvano tutto in qualche modo, perché ritengono che il lavoro che c’è dietro vada in qualche modo rispettato (troppo, a mio avviso, ma questo è un altro discorso :D ).

Nel momento in cui il parlare e mostrare corrisponde al pubblicizzare, come collochiamo allora i blog?
Dovremmo chiuderli tutti… e anche in quel caso rimarrebbero i vari social per il passaparola.
Chiudiamo anche quelli.
Via twitter, via instagram, via facebook!
Avremmo sempre coloro che ci pubblicizzano i prodotti sulle riviste (e, mediamente, chi scrive su una rivista si può anche ipotizzare che lo faccia percependo del denaro, mentre un blogger non fa necessariamente post sponsorizzati, vorrei sottolineare. Anzi, per il momento questi ultimi in Italia sono ancora poco diffusi), nonché la pubblicità in tv o alla radio o al cinema; quella di amici parenti e conoscenti che ci consigliano A oppure B…
Siamo invasi.

Dal canto mio, fin dalla primissima collaborazione (giuro, mi viene voglia di ridere ogni volta che scrivo il termine!), ho adottato la seguente politica: segnalo sempre i prodotti che ho ricevuto a scopo valutativo, siano essi inclusi in post multibrand come quello recente sui miei compagni per la lotta alla lucidità estiva, che in quelli specifici ( esempio random, oppure nei prodotti utilizzati per un look ( esempio random), perché il lettore fedele o occasionale possa sapere con cosa sta avendo a che fare.
Sempre.
Ad egli compete decidere se il mio parere gli interessi o meno, alla luce delle informazioni preliminari che gli fornisco. Dal canto mio non ho nessun motivo per non dire: “Ehi, questo pezzo me l’ha spedito la ditta X!”, e mi vergognerei anche a ometterlo!

Più vado avanti in quest’avventura, più mi convinco che il problema che sta alla base di fraintendimenti, ipotesi complottistiche e scarsa fiducia in chi scrive (o gira video) a tema trucco, sia la difficoltà a definire cosa si è, cosa si cerca e dove si vuole andare.
È un problema che affligge tanto i lettori quanto i pr e i blogger/vlogger stessi, perché quando si comincia a capire che tipo di aspirazioni si abbiano nei confronti del proprio blog (canale), o cosa si cerca in una recensione, o dove si vuol andare a parare con una campagna (e qui penso a chi le organizza e anche a tutte le recenti storie di lanci, ma anche di sponsorizzazioni, un argomento che ho deciso di tralasciare perché ora come ora non ne faccio e non ho un’esperienza diretta da esporre) diventa tutto più semplice.
Enormemente più semplice.
Io son passata da una fase iniziale, in cui non avevo idea di cosa stessi facendo, a una intermedia, in cui forse volevo fare qualcosa forse no, per giungere a un’altra in cui ho cominciato a sistematizzare un po’ le cose di cui volevo parlare, le modalità e i tempi. Solo durante la terza ho realizzato fino in fondo che mi piaceva farlo per scambiare idee con un numero variegato di persone.

dumbledore01 La terza ha anche avuto delle sottofasi: quella in cui mi esaltavo per le visualizzazioni (i visitatori unici li ho sempre considerati poco, perché apro raramente Analytics e quando lo faccio è per guardare il mio grande amore: le chiavi di ricerca che vi conducono al blog!); quella, in cui mi struggevo per le iscrizioni al blog via wordpress (bloglovin’ non aveva ancora preso piede e fuori dalla piattaforma blogger sembrava tutto così difficile per il lettore e io non ho mai capito perché), infine quella in cui ho smesso di badare a entrambe le cose.

Se vi iscrivete mi fa piacere, altrimenti pace, ma se lasciate un commento mi fate felice il triplo che se leggete da silenti :D.

All’improvviso (ok, non proprio, ma quasi) mi sono ritrovata a fermarmi e a cercare di capire come potessi recuperare la cosa per me più importante, ossia un rapporto con la scrittura come forma di rilassamento e gioia personale, e quando ho capito che era ciò a cui anelavo non è stato difficilissimo tornarvi.
Sono come sono, e per me parlare di trucco è divertente.
E questo è quanto.

Pensieri?

Comments

  1. Non so quanto il mio discorso possa essere in tema rispetto a ciò che stai dicendo ma giusto qualche giorno fa parlavo con delle amiche-non-blogger (delle comuni lettrici in pratica) che hanno confermato una cosa che io vado pensando da tempo: la ggggente è stanca di vedere foto di roba ricevuta in omaggio. Ben vengano le review perchè (se fatte da gente con un po’di sale in zucca) danno un’idea del prodotto,di cosa fa o non fa, di come si usa ecc. ma le foto del pacco appena arrivato con tutti i prodotti ancora intonsi a chi servono?! Hai una collaborazione, #stiqueetz direbbe una nostra conoscenza. Ringrazi l’azienda? Ma stiqueetz due volte, fallo in privato.
    Certe volte siamo noi blogger le peggiori nemiche della nostra *categoria*.
    Chiara recently posted…Vichy ~ Idealia life serumMy Profile

    • secondo me il discorso è duplice rispetto all’argomento mostrare/ostentare: credo che dipenda anche molto da come lo si fa, da se fai un post, da se cerchi di creare curiosità verso la faccenda… c’è chi risponderà ma ci sarà anche chi penserà che cerchi la visualizzazione facile/che stai ostentando.
      Puoi ringraziare l’azienda come meglio ti aggrada (imho non vanno confusi i media: mettere una foto su instagram/twitter/facebook è molto diverso, come è diverso fare un post sul blog dove l’unica cosa rilevante è quella foto perché non hai provato nulla e non hai granché da scrivere), ma ti dirò imho solo in privato è pochino perché l’azienda ti spedisce prodotti affinché tu li mostri.

      Il punto imho è come.
      Misato-san recently posted…[Blabbing] Dell’affaire Neve Cosmetics, del caso Mulac e della gestione delle “collaborazioni” – parte 1My Profile

  2. Penso che tu abbia un ottimo modo per gestire le collaborazioni (termine che mi ha sempre lasciata perplessa, anche a me fa pensare ad altro sinceramente), per questo se una delle blogger di cui mi fido col cuore. Non importa se il prodotto l’hai comprato, te l’ha mandato l’azienda o se ti è piovuto dal cielo, so che del tuo giudizio ci si può fidare.
    Non capisco come certuni/e non arrivino a capire che anche il prodotto acquistato personalmente e mostrato sul blog è praticamente pubblicizzato, e che comunque il lavoro delle blogger fa comodo a chiunque. Non credo di conoscere una singola persona che non fa una ricerca in rete prima di fare un acquisto.
    Mi è piaciuto molto il ragionamento fatto da Nabla, ricordo che fece aumentare la mia curiosità verso il loro brand. E se non avessero inviato a te, a Foffy, e ad altre blogger affidabili i loro prodotti, probabilmente io (e altre, non credo di essere l’unica) non mi sarei mai convinta ad acquistare da loro (e, per quanto mi rifuarda, a staccarmi un po’ dal minerale. Roba non da poco, garantito u.u)
    Il fatto che selezionino con cura le blogger, che non guardino i numeri, e che siano consapevoli che non solo è un ritorno per loro ma anche per chi legge, depone davvero bene a loro favore. Perché non ragionano tutti così? .-.
    No comment per quell’azienda che ha fatto quelle illazioni assurde. Proprio non ti ci vedo, ad andare in giro a chiedere collaborazioni, proprio no.
    Sei come sei, com’è giusto che sia, e vai alla grandissima così <3
    Ariel Make Up recently posted…♕ Sunday Make Up ♕ When Atmosphere Met Zoe {aka My New Everyday Make Up} ♕My Profile

    • ho perso un po’ la memoria di quando qualcuno ha cominciato a utilizzarlo, il termine collaborazione. Magari all’inizio aveva anche un senso, ma per me, appunto, è una cosa diversa.
      E’ uno dei motivi per cui non utilizzo hashtag come #collaborazione o altro sui social, per cui non ho un tag sul blog che distingua quei post dagli altri, per cui non ho fatto la lista da qualche parte.
      Non biasimo chi lo fa (ognuno si gestisce il blog come vuole), ma io ho evitato fin da subito perché i prodotti son sempre prodotti, a prescindere da come arrivano :D

      Sul discorso pubblicità ovviamente non era la prima volta che sentivo una roba del genere, ma davvero penso che sia una pia illusione sognare di poter tracciare una linea divisoria tra il ricevuto (anche i regali sono ricevuti, è giusto o sbagliato parlar male di un prodotto che ti è arrivato dalla tua migliore amica? Non l’hai pagato tu… è una collaborazione? XD) e l’acquistato, specialmente considerando che non esiste un criterio univoco di valutazione se non quello che ognuno parla di quello che vuole quando e come vuole.

      Io ho amato quello stato di Nabla ma mi ha fatto anche tristezza sai?
      Perché se hanno sentito l’esigenza di scriverlo è perché hanno letto commenti in giro che li criticavano per la modalità pubblicitaria scelta, e quelle critiche son frutto di un malcontento basato su una difficoltà di contestualizzare che è pericolosa quando emerge in soggetti di una certa età e con diritto di voto.
      Perché che un’azienda indie nuova sul mercato debba farsi conoscere è abbastanza scontato, e che utilizzi un metodo del genere… pure, è uno dei più comuni nonché uno, da parte dell’azienda stessa, tra i più trasparenti, dal momento che non hanno mai negato di spedire.
      Dovrebbe essere scontato che si son fatti i loro calcoli per poter rientrare nelle spese e cercare di arrivare al pubblico a cui anelano, e che la loro non è una scelta discriminatoria nei confronti di clienti o altro (come non lo è il fatto che non facciano omaggi oltre quelli già previsti: evidentemente non se lo possono permettere, e comunque l’omaggio è una cosa carina ma non dovrebbe essere la discriminante per un ordine oppure una cosa dovuta. Dal panettiere mica chiediamo mezzo kg di pane in più no? Perché per le case cosmetiche deve essere diverso?); ma se la gente polemizza vuol dire che tanto scontato non è.

      E la polemica in sé non è nuova, basta girare e la leggerai per qualunque brand; ricordo di aver letto un commento (ma non dove!) in cui si criticata un’azienda “perché spedisce roba a chi se la può permettere” manco si trattasse di enti di beneficenza!
      A mio avviso per conoscere i criteri dell’azienda X con certezza bisognerebbe lavorarci, per cui per carità bello fare speculazioni ma che almeno abbiano un legame con la realtà e non con la fantasia sfrenata :D

      Non entro nel merito delle selezioni di Nabla semplicemente perché sono parte in causa (che poi abbiano scelto diverse persone che mi piacciono è intuibile :D), spero semplicemente che facciamo tutti un buon lavoro con ciò che ci è stato affidato :D
      E questo vale anche per il resto, leggere un post utile è sempre bello!
      Misato-san recently posted…SovrappensieroMy Profile

      • Io avevo inserito il tag perchè avevo sempre inteso tale termine per indicare la collaborazione tra blogger, ma alla fine della fiera non lo uso mai, non è nemmeno elencato nelle etichette sulla home page, perchè ho capito che è fuorviante, perchè si è portati ad intenderlo in altro modo!

        Ti capisco, ho provato la stessa sensazione. Per quanto riguarda gli omaggi, a me non sembrano da poco: una palette gratis con sei ombretti oppure la Ghost con l’acquisto di un solo Lip Color sono ottimi omaggi. Quando uscì la Solaris, ero intenzionata a prendere 6 cialde per poter ottenere la palettina apposita, ma come sai ho dovuto cambiar piano (fortunatamente ho qualche palettina di sephora “sfitta”). Anche se non c’è un omaggio per ogni ordine, offrono comunque qualcosa. E se consideriamo che la loro azienda ha quanto? Otto mesi di vita? Direi che è un buon inizio! Inoltre, come dici tu, l’omaggio è una cosa carina ma non necessariamente dovuta ed obbligatoria.

        Lo state facendo, davvero <3
        Ariel Make Up recently posted…♕ Sunday Make Up ♕ When Atmosphere Met Zoe {aka My New Everyday Make Up} ♕My Profile

        • io ho dei tag per quel genere di collaborazione :D
          sono tutte segnate come collaborazione: nome del blogger (o nel caso del 5 shades of il nome della collaborazione stessa)
          Non appaiono in home perché il mio tag cloud purtroppo non è customizzabile (prima o poi non escludo di mettermici su!) e quindi fa apparire solo i tag che per lui risultino molto usati e li ingrandisce a seconda della quantità di post (ecco perché MAC e Neve sono enormi XD come pure viola, rossetti etc XDDDD), ma le utilizzo anche per ritrovare io stessa i post :D (come faccio per le serie di look per altro)
          Se qualcuno non ha le idee chiare ci cliccherà su e leggerà che non si tratta di prodotti usati XDDDDD

          No infatti quegli omaggi non sono da poco ma non so se sia perché non vengono notate le diciture sul sito o per altri motivi ma a volte ancora adesso la gente si stupisce che regalino quei prodotti.

          Appunto. Ora come ora leggi in giro parecchia gioia per dire per Neve che ne mette sempre uno… ma anni fa non lo faceva e veniva criticata per il motivo contrario (da quella parte di utenza abituata ai siti stranieri visto che nel campo minerale invece è prassi comune), immagino che abbia cominciato quando ha potuto permetterselo (all’inizio glielo dovevi chiedere nei commenti. Poi han messo di default e basta)
          Ovviamente i clienti più “giovani” ‘ste cose non le possono sapere. A volte neanche quelli di vecchia data se le ricordano!
          Chi ci dice che Nabla, se e quando crescerà abbastanza, non adotti una politica simile?
          Ma in ogni caso, appunto, non è una roba dovuta.
          Misato-san recently posted…Wjcon – Lip & Cheek n.3 e 4 swatches, looks, reviewMy Profile

          • Anche io! Solo che spesso me lo dimentico XD (E non dovrei, dato che si tratta solo di due nomi lol). Sono un filo sbadata con le etichette XD Mi hai fatto ricordare che quelle non sono inserite in home, dopo le aggiungo!
            Ahahah sì su Blogger ti fa scegliere ma ho preferito l’elenco al cloud… Mi è sembrato più semplice da gestire e meno “ingombrante”, quei nomi che diventano enormi non mi attiravano!

            Eheh, ricordo benissimo! Hanno cominciato con gli omaggi intorno al 2010 credo. Secondo me anche perchè vagonate di gente gli dava dei tirchi, ricordo che all’epoca moltissime si lamentavano della quasi assenza di omaggi (pare che ne dessero uno ad ogni dimissione di papa). Io all’epoca non ero per nulla pratica e non sapevo che in certi case fosse consuetudine inviare un omaggio, LOL. Poi li hanno cominciati a mandare, se chiedevi, e adesso li mandano di default, come dici tu; è una specie di evoluzione, secondo me col tempo anche Nabla potrebbe fare lo stesso. Diamogli tempo, sono sul mercato da meno di un anno XD E secondo me fanno già molto, tra Ghost e palette vuota.
            (Sì, forse dovrebbero evidenziare meglio che ci sono questi omaggi. Se ricordi tu stessa mi facesti notare che con un solo Lip Color si ottiene la Ghost in omaggio… E io non ci avevo badato!)
            Ariel Make Up recently posted…♕ Sunday Make Up ♕ When Atmosphere Met Zoe {aka My New Everyday Make Up} ♕My Profile

            • io ho preso l’abitudine, ma dovrei taggare dei post antichi, e mi scoccia XD
              ma mi son ripromessa che ad agosto mi ci metto su, spero non mi passi la buona volontà.
              Qui non ho possibilità di scelta ma ho molti plugin aggiuntivi ai quali attingere, dovrei studiarli :D quando mi son spostata su wp il cloud mi piaceva ma col tempo ho visto anche i contro dello stesso, quando avrò sistemato le etichette vedrò che posso fare.

              Esattamente! Chi può dire cosa accadrà?
              Sull’evidenziarlo concordo ma penso che se ne siano accorti anche loro perché qualche stato l’hanno fatto in materia, su facebook intendo ma anche nelle ultime newsletter c’erano dei reminder.
              A me sembra che non vogliano ingolfare i clienti di notizie, vedi anche la pagina facebook che non è un continuo dare info. Potrei sbagliarmi eh XD
              Misato-san recently posted…TAG: il buco con l’ombretto intorno (redux 2014)My Profile

              • Ah sì? Non avendo FB non c’ho fatto caso e… uhm, non mi sono ancora iscritta alla newsletter #disonoresullamiamucca

                Comunque, per collegarmi ad una cosa che hai scritto in un commento qui sotto: anche secondo me c’è chi sparge cuori su cuori parlando di prodotti solo per farsi notare dall’azienda in questione. Cosa che mi mette un po’ tristezza, perchè secondo me sarebbe più gratificante se un’azienda ti notasse e contattasse senza essersi messa in mostra apposta (non so se mi spiego D: ). Ma ognuno/a è libera di fare ciò che vuole nel suo spazio, quindi amen.
                Ariel Make Up recently posted…♕ Sunday Make Up ♕ When Atmosphere Met Zoe {aka My New Everyday Make Up} ♕My Profile

  3. Ciao, hai sollevato tanti argomenti in questo post e in quello precedente. Per quel che mi riguarda trovo tristi e inutili la ‘baruffe’ tra blogger e marche, blogger e blogger, lettrici e blogger e combinazioni varie. Ti posso dire come agisco io che ho un piccolo blogghino e un canale YT praticamente invisibile. Per fortuna mamma e papà mi hanno dato l’intelligenza di capire quando un prodotto è recensito positivamente perché fa’ parte di una collaborazione e sopratutto riesco ancora a ragionare con la mia testa e non mi faccio condizionare da sedicenti (e seducenti) blogger che decantano i pregi di quel prodotto. E’ vero che se voglio provare un prodotto specifico vado a leggere e guardare le recensioni on line ma mi fido più delle blogger ‘semisconosciute’ che non hanno interessi a parlarne bene o male.
    Non nego che se una azienda mi proponesse di recensire un prodotto lo farei volentieri ma vorrei avere ‘carta bianca’ su come e quando parlarne e ovviamente scriverei chiaramente che quel prodotto l’ho ricevuto a titolo gratuito. Per ora ho sempre comprato di tasca mia i prodotti che mi interessavano e se li ho recensiti positivamente è perchè DAVVERO mi sono trovata bene ad usarli. E capisco le aziende che mandano i prodotti alle blogger, è un metodo di marketing che non approvo ma lo capisco. Per evitare casini e fraintendimenti a volte basterebbe accantonare l’invidia e privilegiare l’intelligenza. Scusa del papiro.. io ti seguo da un pò ma non ho mai commentato però mi ritrovo molto nelle tue parole. Ciao Kris
    Cristina Marco (Krisma) recently posted…Beauty box ‘Una donna vagabonda’ – Luglio 2014My Profile

    • Il discorso blogger semisconosciute secondo me solleva almeno un paio di interrogativi: il primo è, banalmente, come fai a identificare una persona in tale categoria?
      Ciò che è noto per te potrebbe non esserlo per me o viceversa, quando esci dall’ottica di qualche grosso blog che esiste da anni (o di canali di gente strafamosa che fa programmi in tv o che lavora per varie case cosmetiche) cosa ti fa pensare che qualcuno sia noto o ignoto? Le collaborazioni che non ha? Gli iscritti? Le visualizzazioni? Il fatto che si senta nominare poco in giro? La data di apertura del blog?
      La seconda domanda che mi viene da porti è: come fai ad essere sicura che certi post non siano scritti in maniera positiva solo per attirarle, le aziende?
      Ci sono pr che guardano il lavoro pregresso dei blogger sui prodotti del loro stesso marchio più che su quelli altrui, e c’è chi lo sa/ci spera/ne tiene conto.

      Io idem, ho comprato tutto di tasca mia fino a metà 2013 (con una sola parentesi di UN marchio nel 2012, quello della primissima volta.); tuttora acquisto la maggior parte dei miei cosmetici e quando boccio o promuovo son sempre io e spero che chi mi segue se ne accorga, ma posso solo incrociare le dita a riguardo!

      Che metodi alternativi vedresti rispetto all’invio? Per quali brand?

      Niente di cui scusarsi, io apprezzo molto lo scambio come dicevo nel post, cerco di rispondere ai commenti per esso e se tornerai ad allargarmi le idee sulla tua visione ne sarò contentissima :D
      L’evoluzione di un blogger si deve anche ai suoi lettori!
      Misato-san recently posted…TIPS: Estate e lucidità alla mia maniera! – 2014 editionMy Profile

      • Io, forse ingenuamente, per blogger semisconosciute intendo quelle con pochi iscritti e anche poche collaborazioni perché è chiaro che un azienda farà recensire un loro prodotto solo a una blogger seguitissima e piena di commenti entusiastici (e anche qui bisognerebbe aprire un dibattito sulle commentatrici… ma vabbè). Alternative per le aziende… ti faccio un esempio: tempo fa avevo chiesto a un paio di aziende di ecocosmesi se mi mandavano uno (non tremila) campioncino di una crema che avrei voluto provare prima di spendere un capitale. Ovviamente non sono stata accontentata. La stessa crema assieme ad altri prodotti è stata regalata a una famosa blogger per farne una recensione. Un campioncino a me avrebbe portato a una se non più di una, vendita sicura (a meno che non mi avesse rovinato il viso), siccome a me quella blogger non piace e non mi fido delle sue recensioni sicuramente non comprerò la crema e quindi hanno perso la vendita. Tu dirai ‘vabbè per una’ … vero, ma le aziende dovrebbero pensare anche al rovescio della medaglia, mica tutti credono alle famose blogger! Probabilmente però son più quelli che si fidano ciecamente che quelli, come me, che diffidano. (lo so sono strana a volte mi faccio le domande e mi do’ le risposte da sola…)
        Sul secondo punto che sollevi, si è vero, sicuramente qualcuno cerca di ingraziarsi le aziende facendo recensioni positivissime a prodotti da loro comprati. Beh in questo caso vado ‘a pelle’ certe blogger le schivo, di solito ci prendo poi c’è sempre l’eccezione, proprio in questo periodo sto pensando di non seguire più una blogger che all’inizio mi piaceva tanto ma ora comincio a diffidare.
        Grazie per il confronto, sono da poco in questo ‘mondo’ del fashion blog e a volte mi sento proprio un ingenuotta…
        Kris
        Cristina Marco (Krisma) recently posted…Beauty box ‘Una donna vagabonda’ – Luglio 2014My Profile

        • Lidalgirl says:

          Ho centosedici iscritti su wordpress. In quattro anni ho ricevuto qualcosina ogni tanto e ricevo a volte attestati di stima da chi mi legge e magari non commenta. I numeri e le collaborazioni non definiscono quanto “conosciut*” si è.
          E momento, fashion blog è una cosa, beauty un’altra. Non confondiamo la carne col pesce…

          • Hai ragione, ho confuso i termini ovviamente intendevo beauty :)
            Cristina Marco (Krisma) recently posted…Beauty box ‘Una donna vagabonda’ – Luglio 2014My Profile

            • Ah ancora una cosa, io ho un blog di cucina, 200 iscritti su blogspot, alcune collaborazioni fatte in passato, un paio di commenti a post (se va bene). E’ vero, ricevo spesso mail di persone che mi chiedono consigli e ricette avendo letto il blog ma credimi mi sento comunque una ‘goccia nel mare’ o per dirla più cruda, una foodblogger sconosciuta, punti di vista…
              Cristina Marco (Krisma) recently posted…Beauty box ‘Una donna vagabonda’ – Luglio 2014My Profile

              • Il punto è definire cosa siano pochi iscritti e poche collaborazioni.
                Perché per me 100 iscritti possono essere tanti e per te pochi, idem il numero di collaborazioni (che non puoi conoscere a meno di non ritrovarti di fronte a quelle blogger che taggano tutto e allora te li conti facilmente).
                Onestamente definire una persona da numeri che non ho gli strumenti per valutare non è nelle mie abitudini (gli iscritti da cosa vengono? spontanei? sub4sub? giveaway? E le collaborazioni? E’ una persona che riceve proposte? Che va elemosinandole in giro?), pertanto mi astengo.
                Non sono in grado di definire il seguitissimo (a meno che non sia un caso enorme tipo quello di una Clio!); quanto ai commenti c’è un sacco di gente che riceve prodotti e praticamente non ne ha/ne ha uno quando capita quindi come la mettiamo?
                Anziché preoccuparmi della bontà dei commentatori altrui mi occuperei dei miei, che sono ciò che conta nella mia attività di blogger.

                Il tuo esempio non posso classificarlo in nessun modo, mi spiace, ma posso ricordare che le aziende non sono enti di beneficenza: quando decidono di spedire è perché sperano di avere un riscontro più ampio di una sola spesa, per cui non possono accogliere tutte le richieste che hanno. Onestamente se io stessi a preoccuparmi di chi spedisce a chi non acquisterei più niente, qualcuno che non mi piace prima o poi lo becco XD
                Non mi fido di A perché le sue recensioni mi sembrano comprate?
                No problem, cerco su google dove troverò B, C, D e in base a loro opererò.
                Preferisco semmai valutare l’operato delle aziende secondo ciò che fanno nei confronti dei clienti come ho già detto nella prima parte del post, anche perché non mi sento in concorrenza con nessuna. :D
                Misato-san recently posted…[Blabbing] Dell’affaire Neve Cosmetics, del caso Mulac e della gestione delle “collaborazioni” – parte 1My Profile

  4. Il mio blog è così amatoriale che non ho avuto mai di questi “problemi”. Sono stata contattata forse un paio di volte, ma per prodotti che nemmeno riguardavano il contenuto usuale dello stesso quindi rifiutare era scelta quasi obbligata.
    E’ chiaro che se un’azienda ti contatta è perché ha tutto da guadagnare, certamente non fanno beneficenza, se qualcuna non lo capisce mi sa che è un po’ limitata.
    Il potersi fidare poi è un altro argomento, dipende dalla blogger, anzi dalla persona per meglio dire, io penso che se ti fidi dell’opinione di qualcuna lo fai a prescindere dal fatto che parli di un prodotto acquistato o frutto di una collaborazione, alla fine tutto si riduce a una cosa: o si è seri o non lo si è.
    Ery recently posted…Il trucco di G. per la cerimoniaMy Profile

    • anche a me son capitate offerte di prodotti che esulano dall’argomento del blog! (e anche una a cui avrei troppo voluto dire sì ma non ne avrei mai parlato volentieri e mi sembrava una cosa orrenda accettare sapendolo. Più una che non c’entrava una sega, di recente, di una cosa di cui mi sono innamorata e che prima o poi comprerò XD)
      Più che obbligata era logica, ma anche lì il farlo o meno dipende dalle idee che si hanno del proprio blog e degli argomenti che si vuol trattare :D

      Sul discorso fiducia io sono con te, se non mi fido del parere su un prodotto ricevuto gratis metto in dubbio anche ciò di cui una persona parla per averci speso soldi su, perché può avere varie motivazioni come evidenziavo rispondendo ad un commento più su.
      Misato-san recently posted…[BeBio#3]: a corpo libero! aka un corpo solo, tante esigenze XDMy Profile

  5. lucrezia says:

    grazie per questo due post!!!
    lucrezia

  6. Al solito la questione è una e una sola: usare il cervello, dato che siamo esseri senzienti, in maniera autonoma e non farsi prendere dal trend del momento (che sia in positivo o in negativo).
    Già il fatto che occorra scrivere post programmatici o esplicativi è abbastanza deprimente imho. Dovremmo essere tutt* in grado di capire e giudicare basandoci solo sui fatti…
    Lidalgirl recently posted…Overview: Nabla Cosmetics Solaris collectionMy Profile

    • I fatti hanno il problema di essere soggetti ad interpretazione personale. Siamo esseri dotati di cervelli diversi, il che da una parte arricchisce l’esperienza, dall’altra la rende più ardua da gestire quando non si è da soli, il che è dimostrato dalle diverse reazioni a una stessa frase.

      Il discorso sui post programmatico/esplicativi mi trova parzialmente concorde per tale motivo: da un lato che vi siano persone che mettono in dubbio a priori pur avendo strumenti sott’occhio per valutare non è granché, dall’altro è la modalità di utilizzo degli strumenti stessi che fa la differenza. Nel bene e nel male.
      Misato-san recently posted…[Blabbing] Dell’affaire Neve Cosmetics, del caso Mulac e della gestione delle “collaborazioni” – parte 1My Profile

  7. Io ti racconto un po’ il mio percorso da lettrice. Perche’ si, senza vergogna ti dico che ho passato la fase del “non e’ giusto mandare tutta questa roba a tizio, e poi gli altri se la devono comprare”. Tempo fa spesso mi venivano in mente questi pensieri. Poi la cosa ha iniziato ad evolversi. Lo zampino ce l’hai messo principalmente tu, a dire il vero :P. Mentre facevo questi ragionamenti, ho iniziato a notare che a ogni uscita di x azienda, mi chiedevo “ma a Misato hanno mandato i prodotti?? Voglio vedere le sue comparazioni e le sue prime impressioni!!”. Una volta, due volte, tre…ed ho iniziato di conseguenza a chiedermi: ma da che parte sto’ con questa storia? Perche’ in generale non lo trovo giusto, e poi spero sempre che a lei abbiano inviato roba? E riflettendo mi sono resa conto che il perche’ e’ semplice e presto detto: perche’ di te mi fido. Aspettando le tue impressioni, io sapevo di aspettare di leggere un parere onesto, serio, che sapevo di poter usare per scegliere in maniera piu’ oculata; che potevo interpretare adattandolo alle mie esigenze, alla luce del fatto che ti leggo da molto e un po’ conosco cosa cerchi in un prodotto; sapendo che per qualunque dubbio, bastava un commento. Penso che il problema di fondo sia proprio il fatto che, aime’, l’onesta’ dei pochi passa in secondo piano rispetto alla massa di chi scrive davvero col solo intento di accattonare. La mia scelta e’ sempre stata di seguire pochissimi blog fidati; pero’ alle volte devo spaziare e mi imbatto in posti orripilanti. E lasciano il segno. Leggere e capire a pelle la falsita’ di una recensione non ha prezzo. Vedere blog pieni solo di prodotti inviati, crea disagio. Una persona che non approfondisce la cosa, che non ha blog di riferimento, finira’ col dare delle vendute a tutte/i, molto spesso. C’e’ quasi una fobia. Mi e’ capitato di leggere commenti di disiscrizione al primo prodotto inviato a gente onesta, perche’ a priori allora si era sicuramente venduta. In giro c’e’ rabbia generale, frustrazione, ci si guarda attorno sempre con la paura di venire presi in giro dai soliti opportunisti, la diffidenza diventa un appiglio per provare a proteggersi. E purtroppo si arriva a questi estremi di rendere tutta l’erba un fascio. E per me la colpa grossa sai di chi e’? Delle aziende che fanno pessime selezioni, che inviano prodotti seguendo criteri a me ignoti (caso tipo: una youtuber mamma che raccontava di come non le avessero inviato prodotti appositi per neonati, che aveva piacere di testare -dato che era seguita da moltissime altre mamme-, accorgendosi poi che li avevano inviati ad una ragazza senza figli, che non si sa come li recensi’ anche!). Io resto basita, e non fatico a credere al clima che si e’ creato. Il guaio e’ che chi legge blog random, finisce spesso col non porsi serie domande; con l’accusare cio’ che vede sotto i suoi occhi -cioe’ chi scrive-, senza chiedersi “ma la colpa e’ di sta’ scema, o dell’azienda imbecille che seleziona cosi’? Che preferisce chi si vende?”. I due poli del misfatto sono proprio questi: aziende -o chi per loro- troppo spesso interessate solo a farsi pubblicita’ senza contenuto e di ‘massa’, e blogger che o si vendono o fanno i lecchini e i lustrascarpe fino all’inverosimile. Come dice bene Chiara al primo commento: ma a me che leggo, cosa diavolo frega di vedere un post apposito dove ringrazi (!!!) l’azienda?? Vuoi presentarla perche’ poco conosciuta? Fallo. Ma mantieni la dignita’ santo cielo! Fammi capire che non leggero’ miracoli su una crema opacizzante, se hai la pelle secca! Che io a leggerti non ci torno piu’. E purtroppo l’amaro in bocca mi rimane. E di li’ a frequentare superficialmente blog poco ce ne passa, perche’ mi convincero’ che di vero in quelle recensioni non c’e’ nulla. E quindi sparero’ a zero su tutti. E chi ci rimette? Chi onestamente scrive.
    Naturalmente chiarisco che non sto’ difendendo a priori chi legge, perche’ il cervello si deve mettere in tutto, e nella massa c’e’ gente ben stupida che a sua volta non ha scusanti. Ma parlando da esponente della categoria, ho preferito porre l’accento su quali sono i problemi che io affronto.
    Spero che questo pippone dal punto di vista di lettrice possa essere gradito; perche’ ci sono fruitrici con un po’ di sale in zucca -come spero essere, almeno- che restano comunque spesso schifate dall’andazzo generale delle cose e che hanno vissuto la loro personale lotta per capire come porsi riguardo tutto questo marasma. Perche’ si’, le baruffe possono essere stupide se nascono da un contesto troppo generalizzato, ma ci sono ragioni di fondo che si farebbero valere in un approccio piu’ specifico alle questiore -come ho cercato, forse invano XD, di esporre-. Ciao!

    • ti ringrazio del commento così dettagliato perché è prezioso, mi piacerebbe leggerne tanti come il tuo perché l’evoluzione di un percorso è sempre qualcosa di interessante, e solo motivandola la si può capire.
      Io credo, ed è una premessa di base che devo fare, che i blog abbiano una fan base meno solida dei canali Youtube: su Youtube la gente ascolta e interagisce perché si abitua a qualcuno, mentre il blog mediamente è visto come qualcosa su cui fare ricerca quando serve, ma più difficilmente come un luogo dove tornare se non si cerca nuovamente qualcosa.
      Credo che uno dei motivi per cui anche i numeri delle iscrizioni hanno dei divari così enormi sia quello, il video ha una fruizione diversa e un tipo di pubblico che ha un approccio diverso.
      Il gran problema è quando il pubblico stesso non fa distinzione tra i due media: su Youtube c’è un buon numero di gente che percepisce del denaro per i video, i blog invece non sono granché monetizzati… ma quando si tratta di invii tale aspetto non viene quasi mai considerato.

      Io credo che la tua possibilità di cambiamento di prospettiva sia nata proprio dalla tua assiduità di lettrice: quando hai spesso a che fare con lo stesso blog noti differenze di modo di porsi e ti abitui all’approccio di chi lo scrive, quindi hai una visione diversa da quella di chi ci capita mezza volta, ha delle idee preconcette e le applica a qualcosa che, di fatto, non conosce.
      Io la fase della sfiducia non l’ho mai passata sebbene abbia visto coi miei occhi i primi invii perché li ho trovati abbastanza naturali, all’estero già c’erano, non è strano che le case abbiano cominciato a pensare anche al mercato italiano.
      Quello che ho visto con maggior straniamento è stata la difficoltà di gestione della cosa da parte dei destinatari di tali invii, col senno di poi posso dire che probabilmente manco loro sapevano come diamine rapportarvisi esattamente come è capitato a me, per cui “errori” del passato li tollero, quelli del presente no perché se dopo anni ancora ne fanno qualcosa mi sfugge.

      Tu sei proprio una delle persone per cui mi è dispiaciuto prendere la risoluzione che ho preso riguardo Neve (non so come tu ti ponga nei confronti del brand ora), sapere che qualcuno si fida del mio parere è piacevole ma è anche una responsabilità, nel mio caso mi spinge a migliorare e a cercare di essere il più trasparente possibile perché è l’unico modo che ho per onorare tale fiducia.
      Pure io ho delle blogger che spero siano scelte o che comprino determinati prodotti che mi ispirano, però parto da una prospettiva diversa perché spesso e volentieri chi scrive su un blog frequenta anche quelli altrui, per cui mi manca la possibilità di pensare come “semplice” acquirente

      Il discorso selezioni secondo me merita poi un capitolo a parte perché secondo me il problema sta da entrambe le parti: le aziende infatti possono anche selezionare con criteri bislacchi per il potenziale cliente (purtroppo senza lavorarci non possiamo saperlo fino in fondo, posto che quell’esempio che fai fa un po’ piangere, è capitato anche a me di vedere prodotti per neonati in posti che i neonati non li vedono manco col cannocchiale), ma è anche chi è selezionato che dovrebbe avere la decenza e la dignità di dire di no.
      Perché i prodotti può mostrarli (e a molte aziende magari basta quello, il post simil haul, una foto su instagram… questo dipende da vari fattori e dall’importanza della persona selezionata, una cosa che mostro io che non sono nessuno e che mostra una Youtuber da 100.000 iscritti ha un peso del tutto diverso!), ma solo quello.
      Di contro rischia di fare una gran figura con chi sa che non è la persona adatta… ma ad alcune persone questa cosa proprio non interessa.

      (inter nos proprio di recente mi sono mangiata le mani perché mi han contattata per un prodotto che, da allergica, amerei provare, ma che da blogger non avrei trattato perché esula dagli argomenti che ho deciso di approfondire. E’ stato tristissimo dire di no ma che potevo fare? Sarebbe stato altrettanto scorretto dire di sì e non farvi vedere una cippa lippa solo per soddisfare la mia curiosità)

      L’esempio della crema mi ricorda di quando una tizia che seguivo recensì tre creme per tre pelli diverse (senza specificare né quale fosse la sua né se ne avesse date un paio ad amici o parenti per avere il loro parere) dopo 15 giorni dall’invio.
      Era talmente palese che stesse arraffazzonando un video che mi disiscrissi incazzatissima U________U
      E sì, l’amaro in bocca rimane eccome, anche perché non puoi fare nulla per cambiare ‘sta gente, a parte mollarla e sperare di non essere la sola (ma difficilmente ti seguirà abbastanza gente da dare un segnale. Ammesso che qualcuno lo faccia)

      Ovvio che chi ci rimette nella situazione sia chi agisce onestamente: il circolo è vizioso, parlarne è complicato perché poi la gente si sente attaccata, e non se ne esce.
      Misato-san recently posted…Top(&worst) June 2014 edition (Prodotti preferiti e s-preferiti di giugno 2014) – con (mini) reviews #teammostplayed My Profile

      • Sono contenta che da tutto quel po’ di pippone si sia capito il messaggio generale.
        Hai centrato un punto chiave infatti: seguire qualcosa con assiduita’ ti porta ad andare oltre una visione superficiale ed a capire differenze e sfumature dell’argomento.
        Penso che molte persone non abbiano voglia o tempo per fidelizzarsi a tot blog, e se casa cosmetica x manda roba a ‘cani e porci’, come si dice in un commento in basso, io che cerco info nel marasma del web ho alte probabilita’ di imbattermi in post poco condivisibili; e se non ho tempo o voglia di altre ricerche, ecco il guaio.
        Il cervello e’ la prima cosa da usare, anche se ci vuol tempo; leggendo e confrontandosi si possono cambiare le proprie prospettive. Per questo non ho voluto nascondere la prima fase del mio percorso, perche’ speravo di offrire un punto di vista alternativo che mostri come e perche’ si possa incappare in tali pensieri. Non sempre c’entra l’invidia; alle volte e’ puro disappunto di vedere prodotti in mano a persone che liquidano la loro parte della faccenda con recensioni del tipo “arrivati ieri sera e gia’ vi faccio la review: ottimi rossetti, comprateli!” e ti chiedi “ok, hai quei rossetti e li vorrei anche io: ma cosa dovrei farmene di questo parere? Perche’ te li hanno inviati?”; quella fase e’ esistita, ed e’ cambiata grazie agli scambi che ho avuto col tempo (anche solo leggendo pag facebook dove si esprimono pareri e concetti che vanno oltre i post canonici da blog).
        Ed e’ sempre per questo che se da una parte trovo giusto tutto il discorso visto dalla parte di chi scrive, dall’altra non mi sento di concordare completamente sul fatto che la colpa sia quasi esclusiva del lettore che non accende le lampadine in testa. Alle volte ci sono ovvieta’ che non sono cosi’ immediate (come la storia pubblicita’); mai successo a lezione all’universita’, di sentire il prof che ci tiene tanto a chiarire concetti a primo acchitto ovvi? Ecco, forse non lo sono cosi’ tanto; forse non lo sono per alcuni, ma e’ per questi che e’ giusto puntualizzare alcuni concetti, e creare scambi. Forse e’ bene capire che il lettore globale ha la sua parte in tutta questa faccenda, ma non la completa colpa che si liquida con un semplice “e’ facile capire chi fa le marchette e chi no”. Lo e’, certo, ma a questo punto e’ palese che il problema dei marchettari esiste, e credo abbia il suo bello zampino nella faccenda; come poi ce l’hanno le aziende che si comportano in modo troppo orientato alla pubblicita’ fine a se’ stessa. Credo che ci siano comportamenti di tutte e tre le categorie prese in massa, che messi insieme hanno portato all’attuale situazione. Credo che se da una parte sia normale dire “svegliati e capisci chi ti prende in giro; non tutti lo fanno!”, dall’altra io direi “tipa/o che apri un canale/blog con intenti non troppo chiari, svegliati anche tu e capisci che le aziende ti usano pagandoti con 20 euro di prodotti un servizio pubblicitario che vale ben di piu’. Svegliati e finiscila di ostentare, finiscila di leccare le suole delle scarpe alle aziende e SOPRATTUTTO finiscila di contribuire a buttare fango su una categoria di cui hai deciso spontaneamente di far parte”. Per questo credo nel dialogo tra lettore e blogger, dove alle volte si insinua l’azienda, come nei casi che hanno portato a questi tuoi post: spettava a loro 1) trovare parole piu’ adatte 2) se hai fatto il guaio, senza dar torto a nessuno -perche’ te ci campi e vuoi tutti felici- ma cerca di buttare li’ anche solo una faccina sorridente e calmare gli animi. Nabla e’ l’esatto esempio di comportamento corretto. Tu sei l’esatto esempio di blogger corretta. A seguirti ci sono esempi di lettori corretti -senza parlare di me-. Eppure si possono trovare altrettanti esempi contrastanti, in tutti e tre gli schieramenti.
        E’ un circolo vizioso, nessuno e’ esente e nessuno merita di addossarsi tutto il letame. Almeno questo penso io :).
        -perdona il nuovo pippardone, e’ che ci tengo a specificare quanto possibile-

        • l’assiduità richiede tempo ma anche, secondo me, un interesse per la materia non “superficiale”… lo virgoletto perché trovo che non ci sia niente di male ad andare a consultare qualcosa quando vogliamo fare una spesa e non sempre, pure io che sono abituata a leggere blog lo faccio, figurati una persona che ha un approccio diverso dal mio :D
          Inoltre leggere implica un impegno che non tutti vogliono o possono prendersi, i video da ‘sto punto di vista son più veloci, a meno che non guardi un tutorial per imparare qualcosa uno di recensioni o prodotti finiti non devi osservarlo fisso, io seguo gente che ascolto in background mentre sistemo foto per dire XDDDDD
          E’ anche una questione di diversa fruizione dei media.

          Quel tipo di disappunto l’ho vissuto anche io e mica solo in un passato remoto! Mi capita tutt’ora, mi è successo con brand che han scelto anche me (quindi figurati XD), a volte è semplicemente che vedi che non c’è qualcosa di mirato dietro, sia per le tempistiche sia per il target e ti chiedi perché (come quando mi hanno mandato la 20’s icon… anche se so qualcosina di trucco anni 20, la selezione di colori era proprio inadatta a me e chi mi legge lo sa. Mi ha creato imbarazzo, mi sono sentita inadeguata e non era manco colpa mia. Se mi avessero contattato prima avrei detto di no motivando, trovo che non ci sia niente di male a rifiutare qualcosa se non è nell’ambito di ciò che sei in grado di trattare)

          Comunque non credo che qualcuno desse esclusivamente la colpa al lettore, almeno non nei commenti a questo post: a mio avviso non è sempre facilissimo anche per via di come certa gente si pone, e sapendo che la trasparenza non è qualcosa di considerato importante a livello universale ovviamente il lettore può diventare sospettoso.
          Io pure penso che siano in primis blogger e vlogger che dovrebbero pensarci prima di vendersi per un tozzo di pane ma è una pia illusione che possa accadere.

          Il circolo è viziosissimo, altroché, ed è vero che siamo tutti coinvolti.
          Ma manca la consapevolezza della cosa.
          Misato-san recently posted…[Blabbing] Dell’affaire Neve Cosmetics, del caso Mulac e della gestione delle “collaborazioni” – parte 1My Profile

  8. Quando aprii il blog non c’era la “moda” delle collaborazioni e non mi aveva nemmeno sfiorato l’idea che potessi un giorno ricevere prodotti da testare. Scrivevo per pura passione e divertimento, grazie anche al fatto di avere una sola bimba piccola (e buona) che mi lasciava un po’ di tempo per farlo. Ammetto di essere stata felice di ricevere i primi prodotti perché pensavo di meritarlo…purtroppo poi capisci che spesso e volentieri spediscono e contattano a caso. Ho quasi sempre preferito parlare delle cose che compravo in autonomia perché mi sono sempre sentita più libera soprattutto per la tempistica. Fortunatamente pochissime volte mi sono stati posti dei limiti di tempo e, furbamente dico io, sempre dopo aver ricevuto tutto. Mi sono arrabbiata tutte le volte perché la considero una scorrettezza nei miei confronti e nei confronti di chi segue perché la maggior parte dei prodotti non si può testare in una sola settimana! Tutte le volte mi sono presa il mio tempo e me ne sono fregata. Ovvio che poi non mi hanno più cercata se non raramente.
    C’è stato un periodo in cui ero stanca di vedere le stesse review degli stessi prodotti in ogni blog. Poi blog che ricevevano di tutto e scrivevano davvero poche info sui prodotti che, nemmeno volendo, potevo riuscire a capire se facevano al caso mio oppure no.
    Sono giunta alla conclusione che i post che preferisco sono quelli dove si parla del prodotto senza troppo tergiversare, dove mi si forniscono più info possibili, corrette e scritte bene, non importa se si tratti di collaborazione o meno.
    Per quanto mi riguarda non ho nessuna collaborazione attiva al momento, ne ho rifiutate tante per via della mia tempistica, e devo ancora parlare di vecchi prodotti ricevuti tempo fa. Purtroppo per usare tutto (e per usare intendo usare veramente, tutti i giorni, senza lasciare flaconi a metà) mi ci vuole tanto tempo :-)
    Dony recently posted…Haul da Claire’sMy Profile

    • Sai che invece io non mi sono posta il problema di meritarlo? O meglio: la primissima volta il contesto era particolare (presentazione di brand) e avevo detto che sarei andata prima di sapere che pensavano di omaggiarci di qualcosa. Nella mia fessaggine avendo ricevuto formale invito speravo che sapessero almeno vagamente chi fossi ma dovetti scoprire che non era esattamente così.
      La seconda volta è stato con Neve e non ci potevo credere, non avevo ancora ben presenti i loro invii (sui quali ho tutta una serie di teorie che preferisco non esplicitare qui perché meno ne parlo di quell’azienda meglio sto XD) ma essendone grande fan fui felice. Tra l’altro Neve non ti contatta per chiederti se vuoi prodotti. Se sei nel loro database spedisce e basta, per cui non è che hai modo di prendere accordi.
      Anche l’esperienza con loro è stata propedeutica al futuro, dalla volta successiva (che fu un rifiuto, è uno dei marchi nella mia lista nera XD) cominciai ad attuare la mia politica e da allora non ho più smesso, in generale sicuramente preferisco il contatto diretto dei pr perché dal confronto posso chiarirmi le idee.
      Piuttosto a me capita spesso di pensare: “oddio perché proprio io? Sarò all’altezza?”; quindi prima di rispondere faccio ricerche in rete che magari non rispondono alla domanda di base ma mi danno un’idea dell’azienda in sé…

      Sul discorso tempistiche per fortuna non mi è mai capitato ma uno dei motivi per cui le chiedo è proprio per mettere le mani avanti perché non sei la prima che si lamenta di ‘sta cosa. Io sono per i patti chiari amicizia lunga, se non me ne hai date le decido io, te l’ho chiesto in anticipo di proposito!
      Credo che anche un aspetto del genere giochi rispetto alla serietà dell’azienda secondo me.

      Anche io intendo utilizzare i prodotti in tale maniera (persino per i most played: i prodotti di skincare in particolare mediamente prima di un mese di sfruttamento non li inserisco a meno di folgorazione); quando leggo recensioni di gente che se va bene ha provato ‘ste robe 15 giorni mi prende proprio a male ^^
      Misato-san recently posted…Mr Daniel’s makeup Duochrome Cat Eyes inspired look (feat. Nabla Cosmetics e Labo Make up)My Profile

  9. Mmm. Io direi di non fidarsi più nemmeno delle recensioni di prodotti che ci sono stati regalati da amici e familiari: magari la blogger non vuole bocciare lo smalto beige sheer e frost regalo della prozia Abelarda, non avrebbe mai il coraggio di spezzare il cuore di quella pucciosa vecchina, non può essere sincera! E nemmeno quella maschera al gusto pellicano che le ha regalato l’amica Genoveffa, ché quella è permalosa e poi ci litiga!
    E i prodotti del brand Fracazzi da Velletri? Magari la blogger aspira ad una “collaborazione” quindi mai criticherà il prodotto compratasi da sé, altrimenti si fuma le possibilità di futuri invii aggggratise.
    Insomma, non se ne esce vive, se si vuole pensare male a tutti i costi. Si fa prima, secondo me, ad individuare (e non è difficile, non ci vuole certo Grissom) chi brucerebbe la madre viva nel letto per uno shampoo gratis e chi non venderebbe la propria integrità neppure di fronte alla prospettiva di avere in omaggio l’intera linea degli Amplified.
    Cristina@PeeBeforePolish recently posted…Kiko #524 – Blue MulticolorMy Profile

    • ah ah ah ma povera prozia Abelarda!
      tra l’altro io sono una di quelle persone crudeli che ha bocciato un regalo di un’amica (non lo rivendo/regalo perché lo troverei squallido, mi spiace un sacco che abbia beccato una cosa che volevo tantissimo provare ma che si è rivelata insalvabile); come blogger mi impegno a trattare i prodotti nel modo più imparziale che posso perché è l’unica strada che conosco per essere giusta. E perché se salvassi un prodotto solo perché me l’ha regalato un’amica non farei un buon servizio a chi mi segue no?

      Ovviamente concordo con te, chi vuol pensare male ad ogni costo lo farà, e lì poco possiamo farci noi; io esorto alla cernita accurata, se davvero abbiamo un cervello usiamolo non solo per le pippe mentali ecco :D
      Misato-san recently posted…TIPS: Estate e lucidità alla mia maniera! – 2014 editionMy Profile

  10. Riassumendo quello che penso: l’atteggiamento è tutto!
    Concordo ad esempio con Golden Violet sul fastidio di vedere i pacchi appena arrivati (come anche tante foto haul di cose comprate da sé), raramente ci vedo un senso e uno stimolo alla discussione.
    Non sono tanto d’accordo con l’idea di mostrare solo prodotti con cui mi sono trovata bene e il resto no, secondo me sono cose che vanno dette – con i giusti modi, come sempre – se possono essere utili a chi legge, punto. In questo torniamo alla frase iniziale: come dice Cristina la recensione può essere influenzata da qualsiasi cosa, ma allora il punto è essere credibili e coerenti avendo sempre un atteggiamento sincero e onesto, nonché educato. Allora non servirà fare manifesti o scrivere venti righe di disclaimer dovendo sempre ricordare al mondo che “il regalo non mi influenza, nessuno mi paga, nessuno mi obbliga, non ho venduto la dignità per ricevere questo prodotto”, chi ti legge da tempo lo saprà già che tu sei stata onesta, e chi vuole vederci malizia non avrà semplicemente capito una ceppa. E chissene, a questo punto, di chi non capisce una ceppa! ^_^
    Ere Kanezawa recently posted…Kiko 488 Camelia Dorato PerlatoMy Profile

    • ho chiamato Dumbledore in mio aiuto non a caso :D

      Sulle foto di haul e simili dipende sempre da come le metti e da come le presenti, posto che sul blog poco c’entrano (ergo parliamo di social, che hanno una natura diversa) se un post haul presenta anche prime impressioni e/o swatches io lo gradisco lo stesso, se risulta fine a se stesso per ostentare “fortuna” nell’essere scelti per un invio o altro… beh no grazie.

      Per me mostrare solo prodotti con cui ci si è trovati bene è aberrante, è un concetto che proprio non mi appartiene! Come dici tu ci son cose che vanno dette, inoltre un’azienda seria che vuole migliorarsi ha bisogno di critiche, altrimenti come può pensare a soluzioni?
      Anche se non vengono a dircelo tante nuove formulazioni, profumazioni e correzioni di formule nascono dal ragionamento sui feedbacks ricevuti; i dati di vendita sono abbastanza relativi perché magari all’inizio va molto il provare roba nuova, ma se non ti piace non riacquisti.
      Poi da un punto di vista squisitamente personale trovo che leggere i motivi per i quali una persona boccia un prodotto sia interessante per inquadrarla: saper argomentare i perché no non è da tutti! E aiuta a capire se si è in sintonia rispetto a cosa si cerca in un prodotto.

      eh diciamo che i disclaimer hanno vari utilizzi (tra cui anche dire come ti regoli col blog, qui mi riferisco esplicitamente a come l’ho steso io perché per esempio specificare che non pubblico cs vuol dire che quando mi è stata fatta pressione perché lo facessi ho potuto far presente che le linee guida sono uguali per tutti XDDDDD), ovvio che se si spinge molto sulla faccenda non è una scelta solo personale ma di contesto.
      Misato-san recently posted…Wjcon – Lip & Cheek n.3 e 4 swatches, looks, reviewMy Profile

  11. Innanzitutto ti dico che la storia della pubblicità mi fa sorridere, i siti di recensioni sono sempre esistiti (tipo Ciao) e a questo punto dovrebbero chiudere tutti. A voler evitare la pubblicità bisognerebbe quindi non parlare di prodotti nemmeno nei gruppi, nei forum o semplicemente fra amiche, andrebbe persino evitato di andare in giro con capi col logo in bella vista :D
    Faccio pubblicità? pazienza, ora sta a lettore capire se un certo prodotto potrebbe tornare utile alle sue esigenze o se sarebbe solo un acquisto fine a se stesso, io non me ne prendo la responsabilità. E se il solo sentir nominare prodotti da fastidio allora boh, consiglierei a questo persone di rifugiarsi sul cucuzzolo di una montagna perchè di recensioni se ne vedono in ogni dove: che sia un libro, un film, un cosmetico, un capo di abbigliamento o un un ristorante, tutto è un prodotto di consumo e parlandone lo si pubblicizza.

    Eviterei anche di demonizzare eccessivamente le foto dei pacchi di roba comprata/ricevuta: posso capire l’assillo quotidiano, ma spesso è l’occasione per chiacchierare di qualcosa sulla propria pagina, non sempre c’è l’intenzione di ostentare e sarebbe il caso di cominciare a distinguere chi ogni giorno vuole vantarsi della propria collezione di prodotti da chi invece li mostra perchè pensa possa essere di interesse per chi legge.

    Riguardo le “collaborazioni” io sono partita molto prevenuta, le prime recensioni di prodotti ricevuti aggratisse erano di famose youtuber che non si sforzavano nemmeno un po’ di essere sincere e spontanee, sembravano televendite vere e proprie. Poi mi sono resa conto che non sono tutte così e ho imparato a selezionare le persone schiette da quelle costruite, ho amato le collaborazioni perchè mi permettevano di vedere swatches, idee look, prime impressioni e tutta una serie di info che ti aiutano a ponderare un acquisto. Ancora oggi, purtroppo, vedo collaborazioni fatte male: foto scadenti, info copia e incolla dal comunicato stampa, sviolinate senza fine, insomma nemmeno un briciolo di impegno nel dire qualcosa di utile, ma questo può mai discriminarci tutte? Insomma chi è intelligente capisce e fa una selezione dei blog/canali da seguire, se poi si continua a borbottare e a malignare anche quando palesemente si tratta di collaborazioni del tutto sincere mi viene da pensare che ci sia dell’invidia di fondo e, in tal caso, è ovvio che la malizia c’è in chi legge e non in chi scrive.

    Infine io vorrei esporre la mia perplessità riguardo il concetto di “recensioni oggettive”: cosa si intende di preciso? No perchè non c’è bisogno di averlo ricevuto gratis un prodotto per alterare il proprio giudizio, c’è gente che ad esempio fa recensioni super positive su prodotti economici anche se poco performanti, perchè tanto è costato pochissimo, oppure chi si lascia ammaliare dall’allure dei prodotti griffati e fatica ad far notare le eventuali pecche. Senza considerare, inoltre, tutta quella gente che tende a bocciare solo per proprie idiosincrasie personali…

    Insomma, in conclusione, ognuno pensi quel che vuole, tanto io bloggo per passione e se qualcuno diffida dal mio giudizio pazienza, io la notte dormo comunque :)
    Annalisa recently posted…Look semplice con Madreperla di Nabla CosmeticsMy Profile

    • Sulla pubblicità intendo anche quello, ma mi rendo conto che la storia dei prodotti ricevuti ha vari problemi, che dipendono in parte da come è stata gestita agli albori ma anche da come tutt’ora qualcuno agisce. Perché a tenerla segreta come se fosse una roba di cui vergognarsi la gente pensa male.
      Posto che comunque se una persona vuol malignare lo farà… porgerle il fianco è una cretinata.
      Giusto un paio di giorni fa mi sono disiscritta da un canale di una persona che, avendo ricevuto un’intera nuova linea di rossetti, ne tesseva le lodi come se non avesse mai provato niente di meglio. Mancava qualsivoglia forma di disclaimer nel video o nell’infobox, in compenso spingeva il prodotto appena ricevuto neanche fosse roba sua, e la cosa mi ha lasciata senza parole positive.
      Temo che tale tipo di esempio sia deleterio per la categoria, perché ci sarà chi ci passa su ma anche chi comincia a pensare male di tutti D:

      Anche io penso che i pacchi ricevuti e le spese personali possano essere un modo per fare due chiacchiere e molto dipende da come si imposta la cosa, non è così arduo sgamare chi percorre i sentieri dell’ostentazione fine a se stessa.

      Sul discorso recensione oggettiva sono con te: in primis oggettivizzare un’esperienza personale è durissima (a volte non ci si trova d’accordo neanche su dati tipo fall out o polverosità di un ombretto, figuriamoci ricercare un’opinione univoca e unica su tutto), in secondo luogo i fattori che portano a una recensione sono vari, c’è chi mette il prezzo davanti a tutto (il classico “per il prezzo che ha” che è una frase che col tempo ho preso a disprezzare profondamente se riferita a prodotti low cost poco performanti. E’ l’analogo del “è bio non si può pretendere che faccia le cose come un prodotto “normale”, e questa l’ho sentita dire pure da un’azienda dei suoi stessi prodotti, l’ho trovato fuori dal mondo)… c’è chi guarda la mera performance.
      C’è chi decide che un prodotto deve funzionare in un certo modo e lo boccia se non è confacente alle sue aspettative dalla prima applicazione.
      E son tutti fattori che incidono a prescindere da come si sia ottenuta la referenza da analizzare.

      Alla fine discutere di queste cose serve ad allargare gli orizzonti personali, e ognuno faccia ciò che crede!
      Misato-san recently posted…Top(&worst) June 2014 edition (Prodotti preferiti e s-preferiti di giugno 2014) – con (mini) reviews #teammostplayed My Profile

  12. Ecco il punto è proprio questo, noi facciamo pubblicità ogni volta che pubblichiamo qualcosa, ma anche se non avessimo un blog lo faremmo, e anche se non ci fosse internet lo faremmo. Se io metto un bel vestito e vado a una festa e mi si chiede dove l’ho comprato sto facendo pubblicità. Sono un consumatore che esprime la sua opinione, che io lo faccia sui social o dal vivo è uguale. Il punto è che se hai “visibilità” diventi un consumatore appetibile. Appetibile lo è chiunque sia molto conosciuto, anche Jennifer Lowrence anche se non ha un blog, Dior la veste, e noi vediamo i vestiti di Dior, non dubito che a lei piacciano però, quando Julia Roberts fa pubblicità ad un profumo però è diverso, l’hanno pagata, e io non so se il profumo le piace, ma sta a una singola persona scegliere cose che siano in linea con la sua integrità o meno.
    Con le blogger è identico, anche se più nel piccolo, è la persona stessa che sceglie come parlare e cosa dire delle singole cose. E forse ci vuole un po’ a capire come scegliere le proprie linee di comportamento. Anche io come te quando ho iniziato non sapevo che avrei avuto un seguito, non sapevo nemmeno che mondo fosse, o che le fashion blogger esistessero. Per fortuna mi mandano così tante poche cose/richieste valide di collaborazioni che ho potuto con calma farmi la mia idea:
    1. se conosco il brand posso accettare di parlarne anche senza provarlo, l’ho già provato come consumatrice, quindi so cosa sto dicendo.
    2. se non conosco il brand devono prima darmi mondo di conoscerlo (valutare i prezzi e la rapidità di spedizione etc) e non a mie spese perchè mi hanno cercato loro, e io ho già tante cose da dire di mio.
    3. se mi inviano qualcosa mi riservo di o farne una recensione (dicendo cose buone e cattive, vedi gli adesivi per il seno), o non parlarne se non mi piace.
    4. dico sempre che una cosa l’ho ricevuta, perchè le lettrici devono sapere che non ho di mia sponte cercato quel capo (non è solo un concetto di soldi ma anche di scelta)

    Ovviamente con i miei post parlo di marche e prodotti, ma sto attenta a:
    non linkare prodotti se non ho contato con l’azienda, con i vestiti è diverso che con i trucchi, se prendo immagini dal sito di asos o zara posso anche dirlo, se me lo chiedono, ma non vedo perché dovrei far loro pubblicità gratuitamente non avendo acquistato, è comunque pubblicità, ma meno e preferisco così.
    quando creo gli outfit e le immagini per parlare di una determinata forma del corpo o capo non metto il link di ogni prodotto perche ci metterei dei secoli e perché sono prodotti esemplificativi, magari il top è di topshop e in italia non si tropva, e la gonna di Dior e costa 2000 euro, ma non significa “compra quelli” ma cerca modelli simili. Lo faccio anche per non alimentare la pigrizia mentale di chi mi legge, e perchè voglio poter avere una scelta varia di prodotti, se sapessi disegnare me li disegnerei, ma non sono in grado :(

    Il punto è che è un gatto che si morde la coda, le poche linee di abiti di cui parlo non vogliono collaborare con me perché già hanno la mia pubblicità gratis (tipo diffusione tessile, gli unici che ho contattato), e quelli che mi contattano o mi propongono collaborazioni senza senso, o non li conosco e non mi consentono di provare la loro merce.

    Alla fine preferisco limitare le collaborazioni, e cercare più che altro sponsor per i corsi, speriamo che funzioni così ;)

    PS: dai non commento mai ma almeno quando lo faccio do spazio alla mia logorrea ;)
    Anna Venere recently posted…You Tube: Donna a Triangolo Invertito Difficoltà e PaturnieMy Profile

    • Il punto della pubblicità è importante soprattutto per ridimensionare la “tragedia” dietro la stessa.
      L’unico modo di non fare pubblicità è essere eremiti in casa propria. Senza internet U_U

      Sul punto 4 concordo, anche se c’è gente che se lo cerca in realtà quindi il concetto è un po’ limite (sul contattare spontaneamente o meno alzo le mani perché dipende da persona a persona, io non lo faccio ma non sentenzio sulle scelte altrui specie se non ne conosco i motivi :D ).
      C’è anche da dire che può capitare che ti contatti un’azienda che già avevi “puntato” ma di cui non avevi acquistato niente per i più svariati motivi (tipo la reperibilità, a me è successo)

      Alla fine sempre di scelte si tratta, mi spiace che proprio chi tu supporti non ti ricambi però!
      Misato-san recently posted…[BeBio#4]: mani pulite! + [BeBio#5]: raffica di baci! (due in uno XD)My Profile

  13. Non credo sia così complesso differenziare chi scrive marchette – concedimi il termine – da chi sta dando un parere personale. E forse iniziare a farsi due domande su quello che si legge non sarebbe una cattiva idea. I prodotti di cui parli tu sono, in genere, adatti ai miei colori e al mio tipo di pelle, se domani pubblicassi una recensione su un fondo illuminante la leggerei con piacere, ma non correrei a comprarlo. Non faccio mai discrimine sui prodotti inviati o acquistati personalmente, la grossa pecca è quando una blogger non sa per prima di cosa sta parlando e scrive quattro righe perché “si deve dire qualcosa”. Quello mi da fastidio e la fiducia sfuma.
    poniglio recently posted…One Theme, Five Ways: Customizing AdelleMy Profile

    • secondo me non è sempre facilissimo, ma in parecchi casi è talmente palese che quando le vedi e senti l’inno alla gioia sotto ti chiedi se la gente non sia scema XD

      ah ah ah un fondo davvero illuminante non lo vorrei neanche!
      A me piace (da un paio d’anni a questa parte) l’effetto glow, l’ho scoperto grazie al mio fondo preferito. Ma è il mio massimo XD

      Mamma mia anche per me!
      Quello e quando piazzano tuuuuuuuuuuutto il cs/presentazione del sito ufficiale e mezza riga loro perché anche là non sanno che dire.
      Misato-san recently posted…TAG: il buco con l’ombretto intorno (redux 2014)My Profile

  14. Il mio blog è nato da relativamente poco ed è piccolino (anche se quando penso che ci sono più di 60 persone iscritte al mio blog e che ce ne sono un bel po’ che commentano sempre penso che siano tantissime e sono davvero onorata!!!!) quindi non sono mai stata contattata da nessuna azienda ma se mai mi dovesse contattare qualcuno vorrei proprio gestire questa cosa come come la gestisci tu…come ti ho già detto nel precedente post ti trovo una blogger ma specialmente una persona estremamente coerente e onesta…dici sempre quello che pensi e se non sei d’accordo con qualcuno o con qualcosa (anche tuoi amici del web) non ti fai scrupoli a dirlo ma sempre con estrema educazione…e questo io lo apprezzo davvero molto. Anche io come te intendo le collaborazioni in maniera diversa e mi stupisco di come le persone non arrivino a capire che chi ci guadagna realmente dall’invio di prodotti è l’azienda stessa. Costa molto meno inviare qualche prodotto alle blogger piuttosto che comprarsi uno spazio da qualche parte, è ovvio. Perchè ci si arrabbia?? Fa comodo a tutti avere più opinioni possibili online in modo da potersi fare un’idea più chiara. Ovviamente cercando di capire di chi ci si può fidare…io penso che ci siano tante blogger e vlogger disoneste ma penso che ce ne siano molte di più di oneste che siano spinte dalla vera voglia di trasmettere il loro pensiero senza farsi influenzare dal fatto di aver pagato o meno un prodotto e non dalle visualizzazioni e collaborazioni. Sta ad ognuna selezionare le persone da seguire e a cui dare fiducia. E’ lo stesso discorso dei like su fb, perchè pagare per avere seguaci che manco capiscono la tua lingua??? Meglio avere meno iscritti ma che interagiscano con te, altrimenti viene meno l’obiettivo del blog/pagina fb secondo me, ma questo è un’altro discorso. Io per esempio ho detto in un tag che per me il rossetto più deludente era un YSL regalato da mia sorella. Visto che è stato un regalo di una persona che mi vuole bene mi dispiace ancora di più ma se non mi piace non mi piace e basta. Non ho fatto la recensione perchè l’ho usato talmente poco che non so neanche qualitativamente come sia. Ho apprezzato molto quanto detto da Nabla e ho apprezzato ancor di più il fatto che loro si siano appoggiati a blog magari meno conosciuti (per esempio Foffy) ma che secondo loro potevano dare un contributo migliore, che si siano informati e abbiano studiato e selezionato le persone. Ovviamente però il loro stato fb mi fa pensare che ci siano state come sempre mille polemiche futili che li abbia obbligati a dover chiarire delle questioni che secondo a chi conosce il mondo dei blog (e youtube) dovrebbero essere sottintese…

    Scusa se sono saltata di palo in frasca ma questo discorso mi scaturisce molti pensieri e a metterli insieme tutti viene fuori un pasticcio :D
    Didica make up recently posted…Soft Electric Series #1My Profile

    • Eh :D io son sempre contenta se qualcuno si iscriva, quando arriva un commento ancora di più!

      In realtà scrupoli me ne faccio perché vorrei che il messaggio arrivasse come l’ho pensato; per il resto penso che a chiunque servano feedbacks, siano aziende o amici.
      Nel caso delle aziende le critiche sia positive che negative possono aiutarle nelle scelte future, alla fine scriviamo anche recensioni per quello penso, non è che siano solamente per aiutare gli altri a spendere :D

      Il discorso dei likes su fb è analogo a quello degli iscritti: avere tanti likes potrà essere interessante se si spera di attirare le aziende che guardano a quel tipo di parametro, ma per chi cerca interazione lasciano il tempo che trovano se non sono seguiti da interventi relativi ai post.

      Io credo che la gente frequenti il mondo di Youtube e dei blog ma che a volte lo faccia a cervello spento, per cui di fronte agli invii non pensa: “oh furba l’azienda, spedisce prodotti e si assicura pubblicità” ma “che azienda cattiva manda roba gratis in giro a loro e non a me”… e da lì parte il surreale.
      Misato-san recently posted…[BeBio#4]: mani pulite! + [BeBio#5]: raffica di baci! (due in uno XD)My Profile

  15. ho voluto aspettare di leggere la seconda parte per avere un quadro chiaro della situazione visto che l’ho seguita da metà in poi; ricordo che quando uscì il comunicato neve di coccinella pensai “bene che non la mandino a cani e porci” (perchè per qualcuno c’è veramente bisogno di capire perchè riceva tanti prodotti), ma in fondo io scelgo di comprare proprio dai post delle blogger… insomma, ero contenta di avere un regalo in più, non mi aveva sconvolto molto lo stato (nè da blogger nè da cliente) ma mi aveva lasciata un po’ stranita. Diverso il discorso di MULAC, questa l’ho seguita tutta e subito avevo letto il tuo commento sotto a fb ed ero completamente d’accordo. cioè tu youtuber che campi con il web e con le visualizzazioni decidi di discriminare la tua stessa categoria dicendo che hai regalato solo agli amici? anche io avrei pensato la stessa cosa tua: se sono amici non ne parleranno male, saranno senz’altro condizionati.
    Lo status che ho trovato davvero onesto, bello e coerente è stato NABLA (guarda caso stesso substrato di MULAC ma con tutta un’altra classe ed educazione) e mi ero stupita che avessero dovuto specificare certi concetti; il mio blog è piccolo, ho mandato il curriculum ad un paio di aziende per proporre una collaborazione se pensavo di poter offrire qualcosa in più, mi hanno risposto picche… ci sono rimasta male? certo, ma non posso non capirli, un blog è, come dici giustamente, pubblicità, quindi se posso cerco quelli che me ne offrono di più. Solo i più intelligenti e rispettosi si prendono poi la briga di fare un saltino di qualità in più e, tra quelli che ritengono degni di ricevere le loro anteprime, scegliere quelli che veramente dicono qualcosa di diverso e non necessariamente perchè sono visagisti superyeah o cosmetologi affermati, ma perchè cercano di differenziarsi dalla massa e offrono qualcosa di nuovo.
    Forse per questo mi incavolo ancora di più quando leggo anteprime che comprendono 2 foto, copia incolla del comunicato stampa e poco altro… che me ne faccio? che mi dice di più sul prodotto in questione?
    c’è poi chi fa effettivamente incetta di prodotti da testare,senza una coerenza, senza una logica ed è lì che penso che, per certa gente, a gratis è buono tutto…
    e lì penso: ma a te azienda che pubblicità te ne viene da una così?

    • vedi come ho avuto modo di dire anche in altri commenti le vie dei pr e dei brand sono infinite, per cui ogni ditta ha un parco di persone a cui si “affida” e per la legge della probabilità qualcuno che per il nostro gusto/sentire rientra nei “cani e porci” lo becchiamo sempre. :D
      Non ci sono persone che mettono d’accordo tutti quanti e in un certo senso è quasi meglio così perché si può sperare in una varietà di visioni ed idee che almeno in teoria potrebbero allargare la mente (che poi nella realtà dei fatti il tutto crei più conflitto che altro credo dipenda dalla peculiarità del contesto).

      Per me l’idea del regalo “doppio” è ottima e l’avevano già attuata in passato, è la modalità con la quale l’hanno presentato e quello che ne è conseguito che mi ha lasciata veramente urtata.
      Anche perché Neve, senza il web, non esisterebbe, dal momento che è sul web che si è fatta un nome e che predilige la vendita diretta al resto (se non lo facesse fornirebbe l’elenco dei rivenditori come tutte le altre ditte di ‘sto mondo…), pertanto è al web che dovrebbe portare rispetto.
      Ma d’altro canto al web interessa l’omaggio doppio e il conflitto, per cui hanno vinto dato che han perso giusto me da ‘sta storia. XDDDDDD

      Attenzione che su Mulac NON ho detto quello!
      Su Mulac ho asserito che l’azienda sottointendesse quello, e che quindi offendesse sia i blogger “normali” che quelli “amici”.
      Io non mi sognerei mai di asserire che un vero amico è di parte perché un amico serio se hai fatto una stronzata non te lo dice alle spalle, e quando si parla di business… quale amico degno di questo nome ti dice: “sì ma metti in vendita roba che non vale la pena, dai”…
      Io come “amico” che ha ricevuto mi sarei sentita offesa da quelle parole che hanno scritto e la palette gliel’avrei restituita. In fronte XD

      Io credo che Nabla in realtà ce l’abbia diverso, perché in rete tendiamo a “identificarla” come la casa di Daniele Lo Russo aka MrDaniel ma da come l’hanno spiegata lui è “solo” l’art director, e non credo sia un caso che non si limitino ai suoi tutorial ma abbiano chiamato altri professionisti del mestiere per il canale e non solo. E’ un’impronta proprio diversa…
      Che la classe dia diversa è palese però e su questo siamo d’accordo.

      Di quelle anteprime non ce ne facciamo nulla tutti, così come dei settordicimila cs… ma tant’è!
      Sulla tua ultima domanda non ho risposta, ahimé.
      Misato-san recently posted…MAC Cosmetics collections agosto 2014: Sharon and Kelly Osbourne, Look in a box 2014 + novità in linea permanente (linea pro, Cult favorites e Mineralize) viste dalla rete! My Profile

  16. Io rimango basita nel constatare quanto ancora sia diffusa l’idea di una necessaria correlazione tra prodotti acquistati di tasca propria e oggettività della recensione etichettando tutto il resto come accattonaggio. Basta fare un rapido giro di blog per trovare sviolinate a prodotti acquistati che dalle stesse foto proposte smentiscono quanto detto. Senza considerare il fatto che una recensione onesta non sia ipso iure qualificabile come valida, i fattori in gioco sono tanti come si diceva più su.
    Alla fine, comunque, il tutto si riduce sempre al buon senso del lettore (o dello spettatore). Trovo sia giusto, da parte di chi scrive, avere la trasparenza di indicare se un prodotto è stato ricevuto o meno, ma per il resto sta a chi legge trarre le proprie conclusioni e stabilire quanto peso dare a quel ‘condizionamento psicologico’ cui si accennava su Facebook.
    Da lettrice e occasionale utilizzatrice di Youtube salto a piè pari asterischi, disclaimer e robe simili. Poco mi importa della provenienza del prodotto, in fin dei conti non serve molto per capire se l’esperienza riportata sia reale o meno e soprattutto quanto sia completa.

    Ad ogni modo complimenti per i due post, poi passo a commentare anche la prima parte :)

    • Credo che tale correlazione non sia destinata a morire presto, perché vi è una sorta di naturale diffidenza nei confronti dei “regali” delle aziende che in parte affonda le sue radici psicologiche nella difficoltà di capirne il motivo, in parte temo sia anche dovuta a come son state gestite e vengono ancora gestite le cose da chi i prodotti li riceve, perché a farne vanto e a ometterlo si fa presupporre semplicemente di essere speciali (e no, non lo siamo!) nonché di avere qualcosa da nascondere.
      Io parto sempre dal presupposto che se scrivo e qualcuno non mi crede, non mi crederà in ogni caso (sia che io parli benissimo che malissimo di qualcosa), per cui perché non dirlo?

      Io invece non salto asterischi etc perché trovo che siano importanti specie per il discorso completezza: un dato che viene spesso omesso (non sempre in cattiva fede, sia chiaro) e che invece sarebbe interessante sapere è quando un prodotto è stato acquistato o ricevuto perché la differenza tra un oggetto molto sfruttato e uno usato un paio di volte è abbastanza importante, e personalmente parlando valuto la seconda molto più seria della prima, mi è già successo di smettere di seguire persone perché dopo uno/due giorni di utilizzo già professavano recensioni di prodotti…

      ti aspetto!
      Misato-san recently posted…MAC Cosmetics collections agosto 2014: Sharon and Kelly Osbourne, Look in a box 2014 + novità in linea permanente (linea pro, Cult favorites e Mineralize) viste dalla rete! My Profile

  17. Dunque… Ho letto in maniera silente tutti (o quasi tutti) i post che hai scritto su facebook e ora eccomi qui a dire la mia. :) Mi sono affacciata al mondo blogger da relativamente poco e il mio blog non ha chissà che numeri (visualizzazioni, iscritti etc). E’ capitato che venissi contattata per l’invio di materiale e come hai sottolineato tu, anch’io ho sempre ritenuto opportuno specificare il tipo di provenienza dei prodotti citati . Non mi ero mai posta il problema che il ricevere qualcosa potesse generare così tanto malcontento, forse perché mi basavo sul periodo da no-blogger.
    Durante gl’anni da no-blogger confidavo (come faccio tuttora in effetti) sulle recensioni altrui per capire se era il caso, o meno, di acquistare qualcosa. Anche allora da profana riuscivo a “decriptare” il messaggio e capire se stavo assistendo ad una televendita oppure ad una vera e propria review. Ora come ora, confido che tutti siano in grado di fare ciò e quindi non capisco tutta questa stizza.
    Arrivano centinaia di prodotti a gente che ne parla bene solo perché gratis?! Amen… Vedo, capisco che è una bufala e passo avanti… Perché dovrei risentirmi dell’omaggio che le è stato fatto? Casomai dovrei risentirmi della presa per i fondelli, no?! Invece dai commenti che ho letto sembra che ci sia dell’invidia e basta. Della serie “Perché a lei sì e a me no?!”. Allora vengono fuori gli stati infelici dei brand già citati!

    Poi concordo anche sul fatto che tutto è estremamente soggettivo ed in continua evoluzione. Esempio quando recensisco ombretti cremosi tendo sempre a sottolineare che la mia palpebra oleosa è un caso patologico e quindi pochissimi prodotti di questo tipo funzionano al 100% con me e, dato che ognuno dovrebbe sapere qual’è il suo caso specifico, il lettore può capire che magari la performance sarebbe diversa dalla mia e decidere in libertà se procedere con l’acquisto o meno.

    Perché sì, tutto ciò che pubblichiamo è pubblicità, ma poi sta ad ognuno di noi scegliere per sé.
    CalipsoBeauty recently posted…Urban Decay – Electric PaletteMy Profile

    • Io leggiucchiavo in giro i vari commenti per la parte Youtube (anche se ho la sensazione di aver seguito relativamente poca gente rispetto alla media nel corso degli anni), per i blog il discorso è già più complicato da capire perché trovo che i nostri lettori siano spesso più silenti, è più facile trovare un canale youtube con tanti commenti che non un blog.
      Il tipo di pubblico è diverso e solo in alcuni casi coincide, il che vuol dire che per tastare davvero il terreno serve allargare l’orizzonte… leggere i social, i forum… lì la gente si esprime anche se i blog non li commenta.

      La stizza penso derivi da vari fattori, che vanno dalla difficoltà di leggere il contesto alle esperienze che ogni singola persona ha avuto: non si spiega altrimenti perché di tanto astio ma anche perché vi siano persone che prendono per oro colato tutto o che fanno ricerche che non stanno né in cielo né in terra (non so se ti è mai capitato di leggere nelle chiavi di ricerca “prodotto X recensione” dove il prodotto X era uscito quel giorno o da pochissimo…)

      Anche a me dai quei commenti traspare mera invidia (un termine spesso usato a sproposito, ma qui proprio no), peccato che sia fuori luogo…

  18. Finalmente sono riuscita a leggere per intero entrambi i post :D
    Sai già che sui clamorosi social media epic fail del post precedente sono assolutamente d’accordo con te.
    Considerando nell’insieme tutte queste dinamiche mi viene da notare come il problema alla base sia una profonda impreparazione/ignoranza delle materie in questione. Da un lato ci sono PR, social media manager ecc. che dimostrano di non avere una conoscenza specifica e pratica del lavoro che stanno conducendo. E questa è una cosa inaccettabile. È chiaro che non hanno la più pallida idea di cosa significhi portare avanti strategie di marketing perché questi tipi di fail sono assolutamente inamissibili. Soprattutto perché poi non sono in grado di porre rimedio alla crisis a cui hanno portato.
    Dall’altro lato c’è il pubblico, i lettori. Un clima irrazionale da Terrore della Rivoluzione francese. Fondamentalmente quasi nessuno capisce il ruolo della pubblicità. Paradossalmente proprio chi fa proclami ‘contro’ (non si sa nemmeno bene cosa: il marketing? la pubblicità? il consumismo? il capitalismo?) sono proprio quelle persone che per prime si fanno influenzare profondamente e raggirare dai meccanismi più di bassa lega.
    Ci sarebbe da aprire una lunga parentesi sulla peculiarità della scena italiana ma è meglio lasciar perdere, tanto sai già XD
    Kenderasia recently posted…Bourjois 123 Perfect CC CreamMy Profile

    • ^^

      Alle volte sembra proprio che vogliano far pensar male, circa la preparazione che vanno ad esprimere… e sì che basterebbe poca accortezza per non farle, ‘ste gaffes clamorose, se proprio vogliamo definirle in maniera gentile e bonaria (ma io continuo a pensare che non lo siano)

      Il pubblico ha creato dalla sua una situazione surreale perché è quello che consente al sistema di andare avanti ma sembra non capirlo…

  19. Ci siamo confrontate spesso su questo tema e sai come la penso: per me chi fa accattonaggio, televendite e compra likes pur di avere roba dalle aziende non è una blogger seria, ma è una che si è data d una attività commerciale. ‘blog’ siffatti non li considero affatto.mi è piaciuto motissima l’ultima parte del post: anche io mi sto chiedendo cosa voglio dal mio piccolo blog e perchè ci scrivo. in questo periodo di distacco forzato (un trasloco è un delirio fisico e mentale) rifletto sul fatto che potrò continuare solo per il piacere di scrivere e di interagire con alcune ragazze che stimo tanto. Mi piace il mondo del make up e mi piace scrivere. tanto basti. di questi tempi, esplodere con grandi numeri è difficilissimo, il mio resterà un piccolo angolo. ma non voglio scrivere solo per riempire la settimana. grazie per questo bel post <3

    • Io non credo che sia una questione di mera attività commerciale, perché comunque il termine presuppone una sorta di svilimento nei confronti di chi lo fa per mestiere (in Italia un numero esiguo di persone, ma sono dettagli dovuti anche alla difficoltà del paese di percepire i lavori più nuovi o la dignità del salario in sé a mio avviso).

      Non ho affrontato il discorso del come porsi in generale perché esulava un po’ da quel che volevo dire anche se è risaputo che la caccia al numero in sé non è mai stata tra le attività che io abbia mai capito…

      L’ultima parte del post era quella più personale; secondo me che i numeri siano grandi o piccoli è qualcosa di talmente nostro che fare discorsi generalistici fa un po’ dimenticare la dimensione individuale del tutto: io pure ho sempre scritto per chi avesse voglia di leggermi, senza aspirazioni a diventare chissà chi, e ricordarmelo mi ha restituito una tranquillità che per un periodo pensavo che non avrei rivisto.
      Credo che solo il sano lavoro possa portarmi da qualche parte dove sarò felice di andare, perché ogni lettore e commento guadagnato sono una conquista.
      Misato-san recently posted…Labo Make up Fard Compatto Duo “Azalea” (Pure Flower le, 2014) swatches, comparazioni, look, reviewMy Profile

  20. Giovanna says:

    Io sono una comune lettrice ed una consumatrice e ti dico, in tutta onestà e senza voler fare la leccapiedi a nessuno, che, tutta questa polemica riguardo alle blogger affamate di rifornimenti gratuiti di qualsivoglia prodotto, mi ha fatto cadere dalle nuvole! Ok, non è molto che ho scoperto questo “mondo”, le reviews……però, da consumatrice, le ho subito apprezzate e per più di un motivo: intanto ho scoperto prodotti, tipologie di cui francamente ignoravo l’esistenza. Il modo di parlarne mi ha aiutato a conoscerne gli usi, i metodi di applicazione, le caratteristiche per cui vale la pena acquistare un prodotto anzichè un altro… Col tempo ho iniziato a sviluppare una certa capacità di discernimento, per cui non era più un “bermi” letture a caso: sto imparando a valutare opinioni, consigli e prodotti in base ad altre informazioni (anche la descrizione della pelle di una blogger, per me è utile, se si parla di make up e cosmesi, e non è una sviolinata a te, ho apprezzato subito queste info, perchè è chiaro che uno testa prodotti anche in base alle proprie caratteristiche, dato che le testa sulla propria pelle!), per cui dal mio punto di vista è importante leggere delle opinioni obiettive (per quel che è possibile, chiaro), che sicuramente mi influenzano poi nell’acquisto di un prodotto…tranne in quei casi in cui un prodotto solletica talmente la mia curiosità, che posso arrivare ad acquistarlo nonostante critiche negative (a meno che non ci sia una combinazione nefasta, come, per esempio, prezzo elevato/gran parte di pareri negativi!). Non me ne faccio niente di opinioni “deviate”, nè di letture tipo “Wow, ragazze, arriva questo nuovo prodotto della tal casa cosmetica” e ti snocciola la descrizione che trovi già sulla pagina fb della medesima casa cosmetica.
    Tirando le fila del discorso e tornando all’inizio (scusa, a volte mi perdo in mille ragionamenti), son caduta dalle nuvole perchè non avrei mai immaginato che si sviluppasse tanto accanimento contro le blogger che ricevono prodotti per testarli….Si, ok, ovvio che li ricevi gratis….ma è una scelta di chi te li manda! E chi te li manda lo fa a suo rischio e pericolo (si chiama rischio d’impresa)…Senza contare che: se il prodotto piacerà alla blogger, una volta finito se lo comprerà e ricomprerà, se non le piace, non lo userà nemmeno, perciò perchè essere invidiosi di chi riceve un prodotto a scatola chiusa??? Mah….

    • E’ lecito anche cadere dal pero e ti dirò, prima di cominciare a bazzicare un pochino i social mi raccontavano cose che io non capivo, mi sembravano tutte polemiche strane… in realtà molte mi sembrano strane tutt’ora.
      Ingenua io non pensavo che ci fosse tanta gente che commentava tutto, criticava tutto… ne avevo solo un assaggio se mi veniva voglia di leggere commenti su Youtube, ma non lo facevo spesso… (ricordo, per fare un esempio concreto ma sciocco, quando contestarono a una Youtuber che seguo il fatto che girasse i video in una certa stanza, senza considerare che magari per lei era quella con la luce migliore per farci vedere qualcosa… magari ragionare un po’ prima di criticare? Informarsi? Merce rara)

      Pure io non sono una fan di quelle letture che presentano troppe informazioni già reperibili sulle fonti ufficiali delle varie case cosmetiche: quando vado a cercare info su un blog voglio la voce della persona che lo scrive, non quella del pr e dell’ufficio marketing di una casa cosmetica :D
      Le info di base su chi scrive sono importanti perché purtroppo anche se una blogger coi capelli secchi la trovo bravissima (ne ho in mente diverse!) se mi servono informazioni su uno shampoo posso leggerla per il piacere della sua scrittura ma non utilizzare direttamente ciò che ho appreso. Se non so di tale caratteristica non potrò neanche capire che utilità hanno le info che mi ha messo a disposizione no?

      Sul discorso gratuità sì, è in primis una scelta di chi ti contatta. E’ lui che “scommette” su di te e sul fatto che parlerai dei prodotti o li mostrerai…
      Misato-san recently posted…[Blabbing] Dell’affaire Neve Cosmetics, del caso Mulac e della gestione delle “collaborazioni” – parte 1My Profile

  21. Ho apprezzato molto il tuo ultimo passaggio dove parli di fiducia…forse da questo sistema di pacchi inviati gratuitamente per review stiamo perdendo la fiducia in chi ci sta parlando, perchè ogni volta pensiamo che l’opinione si stata comprata o cosa. Io ancora non mi sono fatta un’idea precisa di come gestire la cosa e probabilmente sto sbagliando. Per il momento scrivo i miei Disclaimer ma devo dire che non ricevo così tante cose e invece compro o ho comprato molto…e molto mi regalano la mia mamma e le mie amiche. Però cosa dico Disclaimer Questo prodotto mi è stato regalato da mia madre/dalla mia amica Y? Così mi sembra un po’ esagerato…sono perlessa…
    makeupnonsolo recently posted…Pensiamo un po’….My Profile

    • In parte è quello, anche se io penso che il discorso della fiducia sia a priori: se non mi piace come si pone una persona non riesco a fidarmi neanche dei pareri che esprime su ciò che ha acquistato coi propri soldi… a me capita con quelle blogger o Youtuber che lunedì ti fanno il post/video haul e mercoledì già sanno tutto dei prodotti, il fatto che abbiano aperto il loro portafogli diventa del tutto secondario.
      Tra l’altro c’è anche il problema che se fai notare ‘ste cose solitamente vieni trattato come se avessi torto per cui non se ne esce…

      Di solito si indica quello che è stato ricevuto dalle aziende, non da amici e parenti… anche se capita di raccontarlo, spesso è anche un bel ricordo no?
      Misato-san recently posted…I still love you (feat. Nabla Cosmetics)My Profile

  22. Io il mio blog l’ho ormai praticamente abbandonato, e forse quando ancora lo tenevo leggevo con scetticismo le recensioni di prodotti inviati alle blogger. Un pizzico di invidia? Forse anche quello, devo ammetterlo. Più che altro pensavo, io i prodotti li compro, spendo i miei soldi, perché mi devo fidare di una a cui vengono inviati gratuitamente?
    Adesso è passato un po’ di tempo, mi sono allontanata dai blog come scrittrice, sono anche cresciuta un po’ nel frattempo… e il mio pensiero coincide esattamente con quello che hai postato di Nabla. Molte ditte emergenti non hanno negozi fisici, e potrebbero sì farsi semplice pubblicità, ma è 1000 volte meglio leggere delle recensioni di persone appassionate, che magari mostrano anche esempi di trucchi realizzati coi prodotti inviati.
    Adesso so distinguere un blog “serio” da uno che non lo è, ho imparato ad apprezzare alcune blogger di cui riconosco l’onestà, ovviamente tu sei una di queste (anzi, sei la blogger più coerente che conosca!). Dunque mi difendo da sola. Non ho bisogno di sbraitare e urlare allo scandalo se una ditta invia prodotti a una ristretta cerchia di persone, so benissimo di chi mi posso fidare!
    Su ciò che hanno pubblicato le due ditte “incriminate”, non mi pronuncio in favore o sfavore, perché quei messaggi potrebbero essere semplicemente stati pubblicati con leggerezza, non che sia una scusante ma… non avendo neanche seguito la faccenda sui social network, non posso dire altro.
    Intanto ti ringrazio per gli spunti di riflessione, è sempre piacevole questo scambio! ;)
    Federica recently posted…Last 3 Months FavouritesMy Profile

    • A me in passato è capitato di chiedermi come mai alcune persone venissero scelte. Mi succede ancora, ma il più delle volte è proprio curiosità verso le dinamiche di marketing, insomma mi chiedo perché la ditta X sceglie la blogger Y e non quella Z?
      Una parte delle risposte sta nel tipo di pubblico a cui spera di arrivare, un’altra è misteriosa, perché alla fine ci dovremmo lavorare nella ditta X per sapere esattamente qual è la strategia, il resto sono ipotesi.

      Per le ditte emergenti più che altro pagarsi la pubblicità “tradizionale” potrebbe essere un costo non sostenibile (quando esordisci hai tanti costi e investimenti e in qualche modo devi provare a rientrare); in più è anche normale che vedendo quale sia la situazione attuale le ditte scelgano strade battute da altri: Youtube e i blog sono influencer, la cosa funziona, quindi provano a crearsi strade in tali modi.

      Pure io francamente preferisco vedere i prodotti in azione e via dicendo :D

      Sulle ditte incriminate puoi leggere tutti i commenti e farti una tua idea, sono visibili sulle rispettive pagine.

      grazie a te, è bello sapere che qualcuno ha voglia di chiacchierare di certi argomenti!
      Misato-san recently posted…[Misato-san vs… look series] – malva n.1 aka Nuove reazioni chimiche (feat. Nabla Cosmetics)My Profile

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